lunedì 28 gennaio 2013

Sarah Paulson ci parla del finale di American Horror Story: Asylum


Nel finale di stagione, Lana Winters è stata l'unica a sopravvivere.
Entertainment Weekly ha parlato con la sua interprete Sarah Paulson riguardo la sua carriera e la sua presenza nella terza stagione di American Horror Story.


ENTERTAINMENT WEEKLY: Prima di tutto, ho amato la scena subito prima dell’inizio dell’intervista, quando dici “Tesoro, mi piace farmi le sopracciglia per conto mio”.
SARAH PAULSON: In realtà quella scena mi riguarda personalmente. La versione originale doveva essere “Mi piace mettermi il mascara per conto mio” . Ma ho un’ossessione per le sopracciglia, quindi la truccatrice se n’è uscita dicendo “dovresti girare la scena con le sopracciglia”.


EW: E’ stato un viaggio davvero difficile per te e Lana. Che ne pensi della conclusione della storia di Lana?
SP: La trovo fantastica. E’ stata molto più bella di quanto avessi immaginato. Soprattutto perché questa parte è stata una parte che ho amato girare più di ogni altra cosa. Avevo un obiettivo e una storia intera alle spalle. E’ tutto iniziato come una reporter impavida, un po’ ficcanaso e determinata ad ottenere uno scoop. In seguito è stata catturata e tenuta in ostaggio al Briarcliff e le viene anche fatto un elettro-shock e molto altro a causa della sua omosessualità. Riesce a scappare ma è catturata dal serial killer che le uccide la sua compagna, la violenta e la tortura. In fine tutto questo la porta ad ottenere un enorme fama e successo. Se c’è una persona che si merita di dimenticare tutto quello che le è successo e di iniziare una vita nuova e piena di fama è proprio Lana Winters. E’ lei ad essere l’ultima rimasta in piedi nella storia, l’ultima ad avere tutta una storia negli anni 70, è stato commovente.


EW: Quanto c’è voluto per applicare il trucco per invecchiarti?
SP: Mi hanno preso alle 3:45 del mattino e abbiamo iniziato alle 4. All’incirca ero pronta 4 ore e mezzo dopo. E’ stato davvero brutale, non avevo mai indossato delle protesi come quelle. Sono appiccicosissime. E’ davvero strano indossarle. E’ come indossare una maschera. E’ difficile sentirsi a proprio agio. 




EW: Com’è stata la scena finale con Dylan?
SP: Sono una grandissima fan di Dylan McDermott da Magnolias e The practice. Ero davvero emozionata per quella scena. Non c’era più tempo ed era una scena molto importante. E’ stata l’ultima cosa che abbiamo girato. Abbiamo fatto in modo che potessimo finire proprio con quella scena. Abbiamo finito alle 3:30 del mattino e ci siamo fatti un bel brindisi con lo scotch. E’ stato emozionante. Lana è abbastanza grande e pronta ad andarsene, se dovesse morire adesso, morirebbe. Lui sa davvero poco e lei è preparata per lui. Probabilmente lei possiede una pistola in ogni angolo della casa. Probabilmente ha anche una panic room. 


EW: Hai indossato il camice da ospedale per la maggior parte della serie e poi all’improvviso ti ritrovi con dei complete fantastici. Dev’essere stato divertente riuscire ad acchittarti così all’improvviso.
SP: Lo so! Mi sono sentita come Sarah Jessica Parker in Sex and The City. Se avessi potuto bruciare quel maledetto camice, l’avrei fatto. Non avevo capito che si potesse scegliere, ad esempio Lizzie ne aveva uno più stretto che le definiva la vita. Io indossavo una fottutissima vestaglia!! Non avevo nessuna idea che sarei rimasta nel manicomio per così tanto tempo. Quindi appena ne sono uscita Ryan ha detto “Mettetele dello smalto per le unghie cazzo!”. Sembravo mia madre. Ho continuato a mandare a mia madre foto con scritto “ti ricordo qualcuno?”.


EW: E’ davvero bello ripensare all’inizio dello show e vedere come la storia e il viaggio di Lana siano diventati il centro principale della serie.
SP: Conoscevo la storia fino alla terapia. Non sapevo che Zach mi avrebbe rapita. Non sapevo nulla di quello che stava accadendo. Fino alla terapia pensavo, questa è la cosa più fica che farò nella serie. Non ci sono dubbi, è stata la parte migliore che abbia mai avuto..




EW: E hai firmato il contratto per la terza serie?
SP: Si 


EW: Sai qualcosa?
Se so una cosa quest’anno è che se devo buttarmi alla cieca in qualcosa voglio farlo con Ryan. Lui si fida di me, sa che mi presenterò e cercherò di fare il meglio per onorare quello che ha scritto. Non so cosa ha in serbo per me ma sono pronta per rimboccarmi le maniche e cominciare qualsiasi cosa. 


EW: Di solito fa sempre fare ruoli opposti nelle varie serie.
SP: Sì, ci ho pensato anch’io e stavo pensando che magari non sarei una persona tanto brava. Potrei essere l’autrice di orribili cose oppure potrei essere la vittima.

domenica 27 gennaio 2013

Il percorso di Lena Dunhum verso Girls



Negli anni Duemila a parlarci di sesso e relazioni avevamo Carrie Bradshow. Una fusione tra le idee di Candace Bushnell (autrice del libro), Darren Starr (creatore della serie tv) e il corpo di Sarah Jessica Parker.
Esponente di questa nuova generazione relazionale e sessuale, quella degli anni Dieci, non può non essere Lena Dunhum. Al 100%. Perchè lei è creatrice, sceneggiatrice e attrice in Girls.

Ma com'è arrivata al successo così velocemente?
Nel 2007 crea la web serie Tight Shots mettendo in mostra la sua poliedricità sia davanti che dietro la macchina da presa. Ispirandosi ampiamente alla sua vita, crea una protagonista divisa tra le curiosità sessuali e il sogno di diventare regista.


Nel 2009 arriva la seconda web serie Delusional Downtown Divas. Qui le protagoniste sono tre ragazze con  ambizioni letterarie e velleità artistiche che però non vanno mai a fondo nei loro progetti. Ispirata sempre alla sua vità reale (la madre è una fotografa ed il padre è un pittore), getta gli elementi che poi riprenderà in Girls.



Sempre nel 2009 inizia a girare la pellicola Tiny Forniture, molto apprezzata in vari festival. Vince il premio come miglior sceneggiatura d'esordio agli Indipendent Spirit Awards del 2011 e come miglior lungometraggio al  South by Southwest. La trama non si discosta molto dai tempi cari alla Dunham: Aura, una ventiduenne appena uscita dal college, non riesce a trovare lavoro ed è costretta a tornare a casa dai genitori. Inizia a lavorare in un fast food e ad avere varie esperienze sessuali mentre cerca una collocazione consona al suo sogno di diventare scrittrice.

Tiny Forniture viene adocchiato dai dirigenti dell' HBO che, dopo aver testato la Dunham in due episodi della miniserie con Kate Winslet Mildred Pierce , decidono nel 2011 di investire sulla ragazza.
Lena dà cosi vita a Girls, una comedy che è la summa dei temi portati avanti nei suoi precedenti lavori. Attualmente in onda con la seconda stagione, rinnovata per una terza e vincitrice di due Golden Globes (miglior serie comedy e miglior attrice protagonista)!



venerdì 25 gennaio 2013

Fringe: Serie Finale - I momenti più belli








Dopo 5 stagioni e 100 episodi, anche Fringe ci ha lasciato. Ripercorriamo i momenti più belli di questo epilogo 
"An Enemy of Fate".

"It's a beautiful name!"
Astrid, per tirar su di morale Walter, gli mostra Gene, ibernata nell'ambra. Qui Walter chiama per la prima volta Astrid col suo nome. Se qualcuno non aveva capito che si trattava dell'episodio finale, questa scena avrebbe dovuto, come minimo, far venire qualche dubbio!


"Album di fotografie"
Olivia e Peter combattono contro gli Osservatori e i Lealisti usando come armi i "mostri", i virus e i casi Fringe che li hanno tenuti occupati per tutti questi anni. Come un album di fotografie, riviviamo in questa scena tutte le stagioni passate.




"Vendetta"
Olivia, ancora sotto l'effetto del Cortexiphan, riesce ad uccidere Windmark. Vendicandosi per la morte della figlia.



"Addio"
Walter prende il posto di Donald e varca, assieme all'osservatore bambino, la soglia temporale. Sotto gli occhi lucidi di Olivia, Astrid (qualunque telespettatore) e soprattutto Peter, li lascia per riscrivere gli eventi.



"2015"
Grazie al sacrificio di Walter, l'invasione degli Osservatori non è mai avvenuta. Ci godiamo così la scena in cui Olivia, Peter e la piccola Etta giocano al parco, ignari degli eventi accaduti.




giovedì 24 gennaio 2013

Kristen Bell ci parla del suo ultimo film, dei sui trent'anni e di una possibile reunion di Veronica Mars.


Il nuovo film di Kristen Bell, The Lifeguard, scritto e diretto da Liz W. Garcia con il vecchio amico di Kristen, Martin Starr, che interpreta il suo migliore amico omosessuale dalla scuola superiore, probabilmente potrebbe sembrare una commedia, o meglio ancora, una reunion di Party Down. Meglio stemperare queste aspettative. Il film è in realtà il racconto di una  giornalista di New York, Leigh, che sta per compiere 30, torna a casa dai suoi genitori nel Connecticut, ritorna al suo lavoro del liceo come bagnina di una piscina in un complesso di condominio, e avvia una relazione con un sedicenne (caldo) disadattato che vive lì (Little Jason, interpretato da David Lambert). Molto di questo è l'orrore del suo altro migliore amico, interpretato da Mamie Gummer, che è ora un vice preside della scuola Little Jason. Fondamentalmente, è l'anti-Girls. Jada Yuan ha parlato con una gravida e spettacolare Kristen, 32 anni, sull'invecchiare, sul tornare a casa, ei suoi piani per celebrare il prossimo film di Hunger Games.

Kristen Bell:  Tutti continuano a venire e dire, "Abbi una buona nascita!"

A quando la nascita?
Fine della primavera. Ma mi auguro di averla davero una buona nascita.

Ho appena visto The Lifeguard, e penso che io sono come un sacco di persone che vedono il tuo nome e il nome di Martin Starr e pensano che sarà una commedia.
Di sicuro. Ne sono sicura.

Come si fa ad avere successo contro questa aspettativa?
Beh, prima di tutto, mi sento fortunata. Avrei voluto partecipare a un progetto che non era una commedia per un po' di tempo. Mi piace fare la commedia, ma desideravo qualcosa dove non dovevo sorridere per tutto il film, e ce l'ho fatta.

Come descriverebbe Leigh all'inizio? È una  giornalista di New York che sta scrivendo storie che nessuno legge e va a letto con il suo capo, che si fidanza poco dopo averlo fatto con lei.
Sente la pressione che il mondo mette su di lei per definire dove finisce la sua adolescenza e dove inizia l'età adulta, ma è completamente insoddisfatta della sua età adulta che sta cominciando. Penso che sia qualcosa che un sacco di persone sentono, dal momento che tutte le linee sono confuse su quando si può effettivamente crescere, perché il 30 è davvero il nuovo 20. E penso che lei ha questo senso di storia molto revisionista.

Cosa succede quando torni a casa?
Io non vado a casa molto spesso. Io di solito convinco la mia famiglia e gli amici ad uscire e visitare la California, in base al meteo. "Dove stiamo andando a trascorrere questo tempo insieme? Cerchiamo di essere onesti. Michigan o California? Andiamo, ragazzi. "

Com'è stato compiere trent'anni?
Mi è piaciuto compierne 30. Certo, ho avuto una festa di compleanno molto infantile, quindi non so se ho accettato l'equilibrio tra l'infanzia e l'età adulta. Ma per il mio 30 ° compleanno, l'ho temuto come gli Hunger Games.

Ho letto di questo.
E 'stata una festa in costume, ed è stato davvero eccezionale. Ero dalla  testa ai piedi in un vestito sintetico elasticizzato. Ho portato un arco e una freccia. E i miei amici si sono vestiti a tema in modo da non farmi sentire un'idiota. Ci sono stati, come, cinque Effies e quattro Katnisses. E 'stato solo stupido e divertente.

Non hai avuto un momento da pensare: sono così vecchia!
Non ho avuto un crollo. Ora inizio a sentirlo. Lo sento di più adesso perchél' ho detto ad alta voce, l'altro giorno, "Oh, sto per diventare la mamma di qualcuno," e ho quasi avuto un attacco di panico.

Tu sei una grande amante degli animali, vero?
Di sicuro.

Perché hai scelto che il video bradipo andasse online?
E 'una storia molto divertente, in realtà. Il video bradipo è avvenuto un anno prima di quando il mondo pensa che sia successo. Quando si fa un press tour, proprio come stiamo facendo ora, che sto promuovendo The Lifeguard, e questa settimana vado da Ellen e Chelsea per promuovere House of Lies, questo è il tuo lavoro di attore . Ed è anche il tuo lavoro fare in modo che non sia noioso quando si va in questi spettacoli, in modo da essere divertente, una storia carina sul lavoro, o una storia su quello che sta succedendo ultimamente. Ed era stato alla fine della promozione per House of Lies e per Big Miracle, che non ho avuto più storie. Non avevo altro da dire sulla mia vita che era stata tutt'altro che interessante, fu Dax che ha detto: "Oh, si sta andando su Ellen? E 'un pubblico molto femminile. Perché non mostrare quel video sul bradipo che è tanto divertente? ". L'avevamo già mostrato a tutti i nostri amici e ci abbiamo riso sopra, quanto fosse stupido. E io ho detto, "Questa è una buona idea". Così l'ho tirato dagli archivi dei nostri filmati. E ho pensato di raccontare questa storia divertente di come ha portato un bradipo a casa, e non avevo idea che sarebbe stato così visualizzato.

Perché secondo te Leigh finisce in una relazione con uno di 16 anni?
Credo perché lei trova un altro essere umano che si sente vacante come lei, e si soddisfano ben oltre la chimica sessuale. Little J  non ha nessuno nella sua vita che si è interessato sufficientemente a lui per dargli dei consigli. Leigh si sente stupida e brutta e stentata, e lui la fa sentire il contrario di tutte queste cose.

Come è stato lavorare con Martin Starr di nuovo?
Voglio dire, glorioso. [Starr sta facendo un'intervista televisiva vicino] Voglio dire, guardalo tenere il microfono, sembra il nostro nuovo leader. Cos'è quella la barba?! E' lunghissima! Um, Martin è una delle mie persone preferite, lo è sempre stato. E poi per fortuna Mamie si adatta perfettamente, perché nessuno di noi conosceva Mamie, ma ci siamo innamorati di lui. Così noi tre vagavamo vicino a Pittsburgh, proprio come i nostri tre migliori amici hanno fatto nel film.

E' un tipo che vaga e fuma nei parcheggi?
Beh, non fumava, ma forse ci sono state coinvolte delle sigarette ad un certo punto. [Ride.]

Sai, ero a una festa con Martin al Sundance l'anno scorso in cui qualcuno gli si avvicinò e gli chiese come ottenere cocaina.
Perché sembra un trafficante di droga! E' così lontano da quello. E' così divertente. E' così lontano da qualsiasi realtà ribelle.

Qualche aggiornamento sulle reunion di Veronica Mars e Party Down?
Sempre. Nella mia testa, c'è sempre una possibilità. Sto sempre tramando su come farlo capire a qualcuno. Voglio dire, credo che ci vorrà del tempo, ma continuo a credere che accadrà. Davvero.

Dove sarà Veronica ora?
Oh, Dio, sono sicuro che lavorerà presso l'FBI o qualcosa del genere. Oppure avrà iniziato un nuovo lavoro. Lei è ben nota come la migliore spia del mondo, ma lei non vuole farlo più. E' troppo drammatico. Ha perso troppo. Ci sono troppe cose in gioco. Ma il presidente ha bisogno di lei. Qualcosa di veramente drammatico. Il presidente ha bisogno di lei. Tutti contano su di lei. Sto fantasticando.


sabato 19 gennaio 2013

Sette ragioni per cui Fringe ci mancherà!



Fringe era uno dei migliori telefilm che nessuno guardava (A parte i suoi fedeli!). Quando è iniziato cinque stagioni fa, lo spettacolo era apparentemente incentrato sull'agente Olivia Dunham, che era stata reclutata per una speciale divisione "Fringe" dell' FBI, lo scienziato Walter Bishop, e suo figlio Peter. Il trio è diventato una squadra, e mentre lo spettacolo alla fine mutava in qualcosa di più strano e più grande e più bello che i fan non avrebbero mai potuto prevedere, i suoi personaggi principali hanno perso di vista i loro obiettivi finali - cercando di risolvere i crimini sempre più strani che incontravano e prevenendo (o causando) la fine del mondo, più volte. Un mix di poliziesco procedurale e fantascientifico, vale la pena di tornare indietro a ciò che ha reso Fringe, la cui puntata finale è andata in onda ieri sera, così memorabile.




-Ha ucciso i suoi cari. Nella prima stagione, la trama principale era focalizzata sull'agente Dunham e il suo compagno, di lavoro e nella vita, assassinato, che poi si scopre essere un doppiogiochista. Quando si è rivelato troppo confuso e non particolarmente divertente, l' intera storia è stata abbandonata e lo spettacolo si è concentrato solo sugli aspetti più bizzarri della storia. Gente che riceve e perde i poteri, che si sposta dal male al bene, i personaggi principali sono stati uccisi, e piccoli dettagli di una stagione sono diventati punti cruciali della trama finale. Fringe ha rinunciato senza paura a tutto ciò che non ha funzionato, e ha portato a trame avvincenti e interessanti.

-Ha aiutato Joshua Jackson a rompere con il suo Pacey-passato. Perché era una performance nettamente diversa da quella in Dawson's Creek, Jackson è stato in grado di prendere le distanze dal suo passato. Si spera che sia in grado di saltare facilmente da Fringe ad altri progetti.

-E' stato uno spettacolo familiare. Fringe è stato in grado di percorrere la linea di demarcazione tra TV per i bambini e genitori che vogliono vedere qualcosa in una notte di Venerdì che non sia Disney. Proprio come Amazing Stories e The Twilight Zone prima di esso, Fringe è pronto per il futuro ad essere uno spettacolo di passaggio per legioni di luce solare che evitano geni.

-Nina Sharpe. Blair Brown era fantastica come lo spietato direttore generale della Massive Dynamic, la società di tecnologia inquietante che può o non può essere la cosa peggiore che sia mai successo al pianeta Terra. Ha governato con un braccio robotico inguainata in un guanto di pelle feroce. Non si era mai visto un cattivo come lei.

-Un set di attori multirazziali. Il nucleo del cast rappresentava l'uguaglianza razziale e di genere, ed è stato piacevole vedere un programma televisivo pieno di persone così intelligenti.

-Il modo in cui Walter storpiava il nome di Astrid. Lui involontariamente la chiamava da "Astro" a "Astling", mentre lei da assistente diventava membro dell'equipaggio a tutti gli effetti; guardarla lentamente rinunciare a correggerlo nel corso delle stagioni è stato uno sguardo delicato nella loro relazione dinamica. Era affettuoso le poche volte che lo diceva bene.

-Mostri. E trame davvero strane. Calvi, viaggiatori del tempo silenziosi che possono piegare il continuum spazio-temporale, una malattia che induce la gente alla combustione spontanea, universi alternativi che si sovrappongono, cervelli radioattivi, corpi svuotati dal liquido spinale, mutaforma, immortalità ottenuta attraverso i fulmini e bombe umane, sono solo la punta di un iceberg. Il motto di Fringe sembra essere "Andiamo strano", ed era glorioso finché è durato.


giovedì 17 gennaio 2013

Anna Sophia Robb ci parla della sua interpretazione di Carrie Bradshaw



Benchè possegga certamente l'aspetto per il prequel di"Sex and the City", l'attrice diciannovenne è la prima ad ammettere che impersonare il ruolo sia stato un po' stressante. "Credo che nessuno sappia correre sui tacchi meglio di Sarah Jessica Parker", scherza. "Sono nervosa. Voglio che il programma venga bene!".

Quindi com'è stato per la Robb viaggiare nel territorio di Carrie? Una rassicurante lettera dalla Parker, esercitarsi con le mosse della dance anni '80 e lunghe chiacchierate col produttore esecutivo Candance Bushnell, che ha scritto le storie di ''Sex and the City'' e ''The Carrie Diaries'' .

So che tu e Sarah Jessika Parker non avete avuto molti contatti nelle precedenti fasi di ''The Carrie Diaries''. Avete parlato di più da allora?
Non proprio. Quando ottenni la parte, mi inviò una lettera davvero carina dove mi dava la sua benedizione e incoraggiamento, e poi la incontrai BREVEMENTE ad un fashion show. Ma Amy Harris, creatrice del programma, è una sua intima amica. Così so che hanno parlato.

Hai guardato tanto ''Sex and the City'' per prepararti?
Beh, prima di tutto, lo guardo molto perché adoro il programma. Ma voglio dare al mio personaggio un mio tocco e non voglio imitare la Parker in alcun modo. Lei ha fatto un ottimo lavoro con il personaggio. E questa è la Carrie più giovane, è quello che era prima di diventare una donna sicura di sé  Ma lo guardo giusto per un pizzico di manierismo, per le voci e cose del genere.

Cos'altro hai fatto per prepararti?

Ho letto i libri e ho guardato un po' di mosse alla anni '80. Ho persino cercato su google le mosse della dance anni '80, perché si ballava diversamente negli anni '80 - più movimenti di spalle e schiocchi di dita.

Credi che bisogna essere dei fan di ''Sex and the City'' per apprezzare ''The Carrie Diaries''?
No. Credo sia magnifico perché abbiamo il pubblico originale di ''Sex and the City'', e spero che loro accolgano il programma. Ma abbiamo anche il pubblico della mia generazione. Noi eravamo troppo giovani per guardare ''Sex and the City''. E' una Carrie Bradshaw che si affaccia a Manhattan e al fashion e che vuole diventare una scrittrice. E' veramente una storia di formazione e di prime volte.

Ti sei dovuta esercitare a camminare sui tacchi?

Ne ho indossati talmente tanti nel programma che sono migliorata nel farlo. E sono migliorata molto nel correre coi tacchi!

Questi sono anni importantissimi e formativi per Carrie. L'idea di mettersi nei suoi panni ti rende nervosa?
Beh, è un programma diverso. Ognuno ha diverse aspettative, e non puoi compiacere tutti quanti. Stiamo realizzando il programma di cui ci sentiamo sicuri e di cui andiamo orgogliosi, e credo che la gente amerà veramente il programma. Certo, sono nervosa. ma allo stesso tempo stiamo cercando di non imitare l'originale.

Riusciremo ad incontrare Charlotte, Samantha e Miranda?
Spero nella prossima stagione. Se il programma continuerà, vogliamo decisamente inserirle.

Nell'episodio pilota, Carrie è veramente innocente. Nel momento in cui la incontriamo in ''Sex and the city'' è diventata molto più cinica. Il tuo personaggio perderà parte della sua innocenza nel corso della stagione?
Si, e questo è parte della crescita del personaggio. Noi guardiamo all'ingenuità giovane e fresca. Maturando la vediamo realizzare di che cosa si tratta il mondo. Scopriamo perché le sue relazioni sono come sono.

Com'è stato lavorare con Candance Bushnell?

Fantastico! Abbiamo parlato a lungo del programma e di quanto siamo entrambi emozionati. E' stato veramente fantastico avere Candance a bordo e parlare con lei, perché lei è l'origine della storia. Lei è Carrie Bradshaw.

Ma lei ti ha completamente guidato?
Su alcune cose, si. Si tratta decisamente di una collaborazione tra il libro e che cosa voglia Amy Harris, creatrice del programma.

The Carrie Diaries: un viaggio nel 1984 alla scoperta di una Bradshaw adolescente!


Se si pensa a Sex and the City e alla sua Sarah Jessica Parker, le aspettative di uno spin-off/prequel sulla serie, con un'altra attrice, non possono che essere alte. E più è alta l'aspettativa, più è rischiosa la delusione.
Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte ci hanno tenuto compagnia per sei anni e due film. Pensare alla protagonista interpretata da un'altra attrice, viene un po' male. Pensarla senza le sue migliori amiche di sempre, ancora peggio. Ma se si accantona per un momento Sex and the City e si guarda The Carrie Diaries come una serie a parte, senza aspettative e senza pregiudizi, si scopre una serie deliziosa.


La critica americana ha già premiato la serie, gli ascolti un po' meno.
Anna Sophia Robb è azzeccata nell'interpretare Carrie da giovane e a tratti ci ricorda a sorpresa, nelle espressioni e nelle movenze, anche la Carrie originale.




E' il 1984, alla radio si sentono Madonna, Cindy Lauper, i Depeche Mode, i Cure. I cellulari non sono ancora nelle tasche di tutti ma ci si veste con colori sgargianti e si cotonano i capelli.
Carrie è al liceo e vive col padre e la sorella ribelle di quattordici anni, con i quali deve superare la recente morte della madre. La sua amica Mouse, ha appena perso la verginità da un ragazzo che non si fà più sentire. Gli amici Meg e Walt sono fidanzati ma, segretamente, lui è gay e lei lo tradisce. A scuola arriva un nuovo studente che viene subito notato da tutte, soprattutto dall'antipatica Donna LaDonna. Carrie lo conosce già. Si erano baciati qualche tempo prima, in piscina. Questo potrebbe essere il momento migliore per continuare la loro relazione, ma Carrie ne inizia una che sarà la più grande e importante della sua vita. Non quella con Mister Big, ma quella con New York. Infatti, il padre, le regala uno stage a Manhattan. Qui Carrie fa la conoscenza della grande città, delle feste, i grandi magazzini e di Larissa, editrice di una rivista. Per il primo giorno a New York, Carrie deve già scegliere tra la città e il nuovo studente Sebastian.

Per tutto l'episodio ci tiene compagnia con la sua voce di sottofondo e ci fa sapere che "l'Amore è qualcosa che attendiamo. Ci immaginiamo il nostro primo bacio, la nostra prima volta, il nostro primo ti amo. Ma non immaginiamo la prima volta che ci si spezza il cuore".
Ma è alla fine dell'episodio che ricordiamo con più nostalgia la serie madre, quando Carrie si mette nella scrivania davanti alla finestra e inizia a scrivere i diari che appartenevano alla madre e che da quel momento diventeranno i Diari di Carrie.